La Festa della Solidarietà che si è conclusa nei giorni scorsi a Sant’Andrea, nel cortile interno alla Villa della Fraternità, è stata molto più di una giornata di festa. È il risultato di un percorso iniziato mesi prima, tra incontri, laboratori e relazioni.
Un momento di condivisione che ha riunito persone, storie ed esperienze diverse che ha permesso al lavoro comune di trasformarsi in una celebrazione concreta di accoglienza, partecipazione e comunità.


Nei mesi precedenti, i ragazzi del SAI per MSNA di San Sostene – Sant’Andrea, gestito dalla Fondazione Città Solidale ETS di Catanzaro, hanno partecipato a laboratori artistici di ceramica e pittura su stoffa.
Con loro c’erano gli ospiti di diverse realtà sociali del territorio, tra cui proprio l’Hospice di Villa della Fraternità.
L’iniziativa è stata possibile grazie alla collaborazione tra operatori, volontari e organizzazioni impegnate nell’accoglienza e nel sociale: Redancia Sud, Primavera Andreolese, Casa per Anziani di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio, Villa della Fraternità e Hospice.
Ceramica, colori, stoffe e pennelli sono diventati strumenti di incontro tra persone di età, storie ed esperienze diverse.
Durante i laboratori, ciascuno ha potuto esprimere la propria creatività e collaborare con gli altri. Sono stati condivisi materiali, idee e momenti di difficoltà. Sono nate opere, ma soprattutto relazioni.
I laboratori hanno trasformato l’inclusione e la solidarietà in esperienze quotidiane: giovani migranti, anziani, ospiti delle strutture sociali, operatori e volontari si sono incontrati oltre le differenze di età, provenienza, lingua e condizione personale.


In spazi liberi da barriere e pregiudizi, le differenze sono diventate una ricchezza da condividere; l’integrazione si è tradotta in conoscenza reciproca, partecipazione e senso di appartenenza alla comunità.
Dunque la Festa della Solidarietà ha concluso mesi di lavoro e aperto una nuova fase.
È stata una giornata di amicizia, accoglienza, condivisione e reciprocità, con gli ospiti delle diverse realtà coinvolte nel ruolo di protagonisti.
Le fotografie dei laboratori hanno raccontato questo percorso. Dietro ogni oggetto in ceramica, ogni stoffa dipinta e ogni colore ci sono persone che hanno dedicato tempo alla realizzazione di qualcosa di comune.
Esperienze come questa mostrano quanto sia importante creare occasioni di incontro tra le realtà del territorio.
Il lavoro del SAI  e delle organizzazioni coinvolte testimonia un’accoglienza che va oltre l’assistenza: accogliere significa costruire relazioni, favorire la partecipazione e permettere a ciascuno di dare e ricevere qualcosa.
Questo è il significato più autentico della reciprocità: persone con storie diverse che lavorano fianco a fianco e scoprono, attraverso gesti semplici, di appartenere alla stessa comunità.